Buongiorno Palestina 44

Buongiorno Palestina!

Oggi parleremo con Bassam Saleh,
giornalista palestinese, coordinatore di organizzazioni palestinesi e italiane che da molti anni vive in Italia, a lui chiederemo innanzitutto le sue riflessioni sull’attualità del momento: la dichiarazione del governo israeliano Netanyah-Ganz volto ad ottenere l’annessione della Valle del Giordano; parleremo quindi di quali saranno le iniziative per contrastare questo ennesimo sopruso che elude il Diritto Internazionale e che toglie questa ricca regione agricola ai 65.000 palestinesi che ci vivono da più di 70 anni, per consegnarla a 10.000 coloni israeliani.
Nel corso della trasmissione ascolterete brani tratti dal film: “Al Fatah” girato in Palestina dopo la Guerra del 1967, dal regista italiano Luigi Perelli, film recentemente restaurato dal Centro di Documentazione Operaia di Roma. Il documentario mostra la vita nei campi profughi; illustra l’organizzazione politica della resistenza nelle sue articolazioni più importanti come i sindacati, la milizia popolare, la stampa; informa sull’organizzazione civile, gli ospedali, le scuole. 

Link al film completo, disponibile in internet gratuitamente https://www.youtube.com/watch?v=93rpCT2uMu0

Musica: Sabaya Al Intifada: Min Al Mukhayyam Toulad Al Ru´aya –
Charbel Rouhana and the Beirut Oriental Ensemble – بنت الشلبية  Diyarna – أناديكم (Unadikum) Tawfiq Zayyad / توفيق زياد

 

Lettera aperta di un operaio dell’indotto Pignone

All’attenzione del Governatore Enrico Rossi
All’attenzione del Consiglio Regionale tutto
All’attenzione del Sindaco Nardella
All’attenzione del Consiglio Comunale tutto
All’attenzione di tutte le organizzazioni sindacali
All’attenzione degli organi di stampa
All’attenzione della cittadinanza tutta

Lettera aperta

FATTO IL DECRETO, TROVATO L’INGANNO?

Il codice Ateco del Pignone è 28.29.2.
Risulterebbe escluso dalle cosiddette attività “essenziali”.
In questi giorni d’incertezza si sta spargendo ulteriore disorientamento tra i lavoratori: all’interno del Pignone i vari caporeparto e dirigenti stanno affermando con certezza che il Pignone rimarrà aperto.
Se ciò dovesse avvenire, grazie alla lettere d dell’art. 1 dell’ultimo DPCM, con il Pignone dovrebbero rimanere aperte tutte le aziende della sua filiera, indipendentemente dal loro codice Ateco.
Non a caso, già da ora, il Pignone sta inviando comunicazioni a tutte le aziende dell’indotto affinché queste rimangano aperte.
Stiamo parlando di decine di migliaia di operai tra Firenze e il resto della Regione.
Ciò ipotecherebbe seriamente la possibilità di limitare il contagio all’interno della nostra Regione per le esigenze produttive e di profitto di un singolo consiglio d’amministrazione.
Non possiamo e non potete permettere che ciò avvenga: decine di migliaia di operai a lavoro rappresentano un potenziale infettivo elevato all’ennesima potenza.

Le istituzioni locali e regionali devono verificare che non esistano abusi e scappatoie.
Nel caso alcune delle lavorazioni del Pignone siano realmente “essenziali” queste non potrebbero comunque consentire che tutte le lavorazioni e tutta la produzione rimanga inalterata.
Anche all’interno della medesima azienda, nel caso questa abbia dimensioni così grandi e comprenda un indotto di tali dimensioni, è necessario ed opportuno che vengano ridotte al minimo le attività consentite.

Il servizio “essenziale” dovrebbero esserlo per natura e senso comune: un servizio realmente vitale per la collettività, e non un grimaldello dietro al quale coprirsi per mascherare la sete di profitto che a quel punto scavalcare il bene comune più prezioso che abbiamo, la salute pubblica e collettiva.

Fiducioso che leggerete queste poche righe e che applicherete le giuste misure, e che siate rigorosi almeno quanto lo siete nei parchi pubblici, spero che questa bomba ad orologeria venga disinnescata e ogni velleità di apertura riposta nel cassetto.

Mi rivolgo a voi perché mai come oggi ogni territorio vive, all’interno della medesima emergenza sanitaria, una specificità che le istituzioni locali devono interpretare: partendo dalle linee guida dei decreti governativi devono saperli adattare alla peculiarità della propria comunità di riferimento.

Stare a casa è un dovere. Ce lo chiedono medici ed infermiere.
Stara a casa a questo punto diventa anche un diritto che gli operai stanno gridando a gran voce e che spero ascolterete.

Un operaio dell’indotto Pignone

La radio al tempo del colera – Diretta domenica 22 Marzo

Mentre il Palazzo si piega al volere degli industriali emanando un DPCM che mette in pericolo di vita un’intera nazione i lavoratori si preparano ad incrociare le braccia. Il potere dimostra ancora una volta di non avere coscienza del suo operato e la palla passa a chi si sporca le mani tutti i giorni nelle fabbriche: sciopero generale mercoledì 25 Marzo, stiamo a casa  e si badi bene, le nostre case non sono le vosre industrie.

Cerchiamo di approfondire alcune delle questioni che hanno influito nella nascita e propagazione del Covid-19 a partire da Wuhan (tutto il mondo è paese) per arrivare a quanto succede oggi a Firrenze.

Diretta completa:

– Lettura DPCM 22 Marzo 2020

– Contributo di Radio Ondarossa, intervista ad un compagno di Bergamo che aggiorna sulla tragica situazione della provincia italiana più colpita dall’epidemia:

– Intervento di Stefano Cecchi di USB Firenze sulla situazione lavorativa nell’area fiorentina:

– Intervento di Gianluca Garetti, Medicina Democratica che mette in luce la correlazione tra epidemie ed aree altamente inquinate/industrializzate: Fonti:https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=9427 https://pungolorosso.wordpress.com/2020/03/12/contagio-sociale-guerra-di-classe-micro-biologica-in-cina/

– Intervento di Dmitrij Palagi, consigliere comunale SPC, sulle ordinanze emesse dall’amministrazione fiorentina tra securitarismo e misera retorica: Per approfondire: https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/03/la-viralita-del-decoro/ https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/03/la-viralita-del-decoro-2/ https://www.china-files.com/la-prima-emergenza-sanitaria-nellepoca-dellintelligenza-artificiale/ https://www.china-files.com/cina-e-coronavirus-lanima-taoista-e-labito-confuciano/

 

Inchiostri Ribelli 2019, presentazione de “il gran ghetto”

Presentato nella terza giornata di Inchiostri Ribelli presso LaPolveriera SpazioComune, vuole narrare, attraverso le immagini, uno spaccato della vita in uno dei numerosi ghetti presenti nel sud Italia e far comprendere le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di “invisibili”.

Gli autori S. Nardella e V. Bizzarri insieme ad un compagno che ha visitato il ghetto ed una ricercatrice urbanista fiorentina avviano un dibattito su come si sviluppano questi luoghi e su cosa rappresentano nella società odierna.

Passaggi a Nord-Ovest – Puntata 56 – 13 05 19

Passaggi a Nord-Ovest. Trasmissione 56. In questa puntata un’intervista a Maria, lavoratrice della Sanità all’Azienda Ospedaliera di Careggi. Con lei parliamo dei problemi derivanti dalle continue ristrutturazioni e che riguardano sia lavoratori e lavoratrici sia i/le pazienti.

Uhuru – Puntata 78 – 10 05 19

Uhuru 78. In questa puntata la scena musicale di Mogadiscio anni 70-80 con focus sull’etichetta “Light & Sound” e Radio Hargheisa.                 Notizie su elezioni in Sudafrica, manifestazioni in Sudan, le “meccaniche” del Burkina Faso e  disboscamento in Gabon.

Uhuru – Podcast 71 – 01 02 19

South Africa, Tokoza Township, Johannesburg. 1991. Police watch an ANC rally while children taunt them by toyi-toying on the other side of the fence.

Uhuru. Podcast trasmissione 71. Dal Chimurenga a Uhuru. Una puntata con pezzi musicali che sono stati parte delle manifestazioni contro l’apartheid e delle lotte di liberazione. Notizie su Fespaco, università di Pretoria, Oliver Mtukutzi e sindacati in Zambia.