Diretta del 29-3-20

Una puntata in cui partiamo da Firenze, facciamo un giro per il mondo e a Firenze ritorniamo. Ascoltiamo cosa ci dicono i compagni da Porto, Barcellona, Milano. Parliamo con le Brigate Volontarie per l’Emergenza, con Artkademy, col progetto Outsiders che ogni giorno nelle strade si occupa di riduzione del danno. Ascoltiamo bella musica di qualche grande che negli ultimi giorni chi ha lasciato, qualche canzone fatta in casa, e pure Nanni Svampa. Wombat!

Lettera aperta di un operaio dell’indotto Pignone

All’attenzione del Governatore Enrico Rossi
All’attenzione del Consiglio Regionale tutto
All’attenzione del Sindaco Nardella
All’attenzione del Consiglio Comunale tutto
All’attenzione di tutte le organizzazioni sindacali
All’attenzione degli organi di stampa
All’attenzione della cittadinanza tutta

Lettera aperta

FATTO IL DECRETO, TROVATO L’INGANNO?

Il codice Ateco del Pignone è 28.29.2.
Risulterebbe escluso dalle cosiddette attività “essenziali”.
In questi giorni d’incertezza si sta spargendo ulteriore disorientamento tra i lavoratori: all’interno del Pignone i vari caporeparto e dirigenti stanno affermando con certezza che il Pignone rimarrà aperto.
Se ciò dovesse avvenire, grazie alla lettere d dell’art. 1 dell’ultimo DPCM, con il Pignone dovrebbero rimanere aperte tutte le aziende della sua filiera, indipendentemente dal loro codice Ateco.
Non a caso, già da ora, il Pignone sta inviando comunicazioni a tutte le aziende dell’indotto affinché queste rimangano aperte.
Stiamo parlando di decine di migliaia di operai tra Firenze e il resto della Regione.
Ciò ipotecherebbe seriamente la possibilità di limitare il contagio all’interno della nostra Regione per le esigenze produttive e di profitto di un singolo consiglio d’amministrazione.
Non possiamo e non potete permettere che ciò avvenga: decine di migliaia di operai a lavoro rappresentano un potenziale infettivo elevato all’ennesima potenza.

Le istituzioni locali e regionali devono verificare che non esistano abusi e scappatoie.
Nel caso alcune delle lavorazioni del Pignone siano realmente “essenziali” queste non potrebbero comunque consentire che tutte le lavorazioni e tutta la produzione rimanga inalterata.
Anche all’interno della medesima azienda, nel caso questa abbia dimensioni così grandi e comprenda un indotto di tali dimensioni, è necessario ed opportuno che vengano ridotte al minimo le attività consentite.

Il servizio “essenziale” dovrebbero esserlo per natura e senso comune: un servizio realmente vitale per la collettività, e non un grimaldello dietro al quale coprirsi per mascherare la sete di profitto che a quel punto scavalcare il bene comune più prezioso che abbiamo, la salute pubblica e collettiva.

Fiducioso che leggerete queste poche righe e che applicherete le giuste misure, e che siate rigorosi almeno quanto lo siete nei parchi pubblici, spero che questa bomba ad orologeria venga disinnescata e ogni velleità di apertura riposta nel cassetto.

Mi rivolgo a voi perché mai come oggi ogni territorio vive, all’interno della medesima emergenza sanitaria, una specificità che le istituzioni locali devono interpretare: partendo dalle linee guida dei decreti governativi devono saperli adattare alla peculiarità della propria comunità di riferimento.

Stare a casa è un dovere. Ce lo chiedono medici ed infermiere.
Stara a casa a questo punto diventa anche un diritto che gli operai stanno gridando a gran voce e che spero ascolterete.

Un operaio dell’indotto Pignone

La politica fiorentina al tempo del coronavirus

Lo stato d’emergenza giustifica ordinanze e provvedimenti che, nonostante le dubbie motivazioni, limitano fortemente la libertà di movimento e di espressione. Questo succede tanto nelle strade e nelle piazzi quanto nei luoghi dove queste decisioni vengono prese, azzerando il dibattito politico e la possibilità di un ragionamento critico. Ne parliamo con Dmitrij Palagi, cosigliere comunale d”opposizione, che mette in luce una situazione dal profilo a dir poco preoccupante.

 

A Lorenzo, Orso, Tekosher, un anno dopo.

Era il 18 marzo 2019 quando la notizia della morte di Orso, Tekosher, rimbalzava da un telefono all’altro lasciandoci tutt* senza fiato, un pugno allo stomaco così forte che ancora oggi non riusciamo a parlare senza che la voce si spezzi. Lorenzo, amico, compagno, fratello, figlio, partigiano, partito da Rifredi per cercare la sua strada verso e per un mondo migliore, al fianco degli oppressi che non si arrendono, morto con il sorriso sulle labbra indicando una direzione a tutti noi.

“Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, di infonderla nei vostri compagni.
È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve.
E ricordate sempre che ‘ogni tempesta comincia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia.

Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!
Orso,
Tekoser,
Lorenzo”

Un ringraziamento particolare a chi ha contribuito a questo speciale inviandoci pensieri, testimonianze, ricordi, a tutt* le persone che hanno condiviso con noi le emozioni nel rivivere la memoria, un forte e caloroso abbraccio alla famiglia e naturalmente a Lorenzo, Orso, Tekosher, partigiano di Rifredi.

Sehid Tekosher

Quì tutti i contributi passati durante la diretta:

Alessandro Orsetti: Le parole di Orso poco prima di morire: Intervento dell’occupazione Corsica 81: Intervento di Davide Grasso, internazionalista: Intervento di Eddy Marcucci, internazionalista: Intervento della comunità kurda Toscana: Intervento di Gabar, internazionalista: Interventi di Jacopo Bindi, internazionalista: Poesia da un amico: Intervento di NUDM Firenze: Le parole di un amico: Intervento del coordinamento toscano per il Kurdistan: Intervento della Rete Jin: Ancora contributi da un amico:

Canzodi dedicate:

Simone Grippo – Heval Tekosher

Billie Holiday – Guilty

Efrin yeni şarkısı çok çok guzel

Koma Nergiza Botan Şervan Azadiye

Tîna Çiya

OneMic-Pioggia

QUI – Vasco Brondi – Le luci della centrale elettrica – TERRA

Pic by Irina Zovich

 

La radio al tempo del colera, diretta lunedì 16 marzo 2020

La radio al tempo del colera, diretta speciale di lunedì 16 Marzo 2020.

Temi trattati:

Lavoro e sanità: Intervista a una lavoratrice fiorentina.

Intervista ad un lavoratore del San Raffaele di Milano.

Intervista a Gavino Maciocco, esperto di prevenzione e salute pubblica.

Intervista ad un rider di Deliverance Project.

Le parole di due italiani residenti in Scozia.

Sorveglianza speciale:

Le parole di Paolo Pachino, ex combattente internazionalista in Kurdistan.

Le parole dell’avvocato Mirco Mazzali.

Diretta speciale sabato 14 Marzo 2020

La radio al tempo del colera, diretta speciale (audio completo).

L’intervento di R/Esistenze Firenze:

L’intervento dell’occupazione Via del Leone, San Frediano, Firenze:

Fonti:

– https://ilmanifesto.it/lo-stato-deccezione-provocato-da-unemergenza-immotivata/

– https://jacobinitalia.it/lemergenza-per-decreto/?fbclid=IwAR1tZTOmRV6H_nzCHD8XAoYWOYJjdbBapRgt5pDkSrZCvbFKNAmCBtDrmOo

– https://www.romolocapuano.com/sociologia-del-coronavirus/

– Il metodo cinese, articolo, Internazionale 1348, pag 24-26

– La privacy o la vita, articolo, Internazionale 1349, pag 26-27