Diretta speciale 05/04/2020

Direttona ricca e lunga oggi su Radio Wombat. Gireremo per il mondo a vedere cosa succede in Rojava, in Turchia, in Portogallo, in Tunisia, e poi in Italia a Bologna e nella nostra Firenze. Toccheremo i soliti temi di attualità legati al Coronavirus e approfondimenti sulla situazione in Siria del Nord, sulle battaglie contro gli affitti, sui problemi dei senza-dimora. Parleremo con la Mezzaluna Curda, RiseUp4Rojava, Asia-USB, Link, Sarah Gainsfort, Insider, Fuoribinario. E sì, siccome ci mancavano, spazio anche ai vecchi Diaframma.

Stampa Rassegnata 081 7-13Ott.

 

In questo “pillolo” :                                         – #RISEUP4ROJAVA Anche nella Firenze del partigiano Orso una settimana di mobilitazioni contro l’attacco di Erdogan al Confederalismo Democratico. Cosa è successo e prossimi appuntamenti con Erica di IAM.                    

 – Signa sale sul ponte: continua la lotta degli abitanti per la salute e una mobilità  sostenibile contro le false promesse della politica locale e Regionale. Dalle vive voci del comitato (dal min. 26.00)                

– Il Lago di Peretola ferito dalla Falorni Farmaceutica: dalla stampa locale alle speculazioni di chi vorrebbe sbarazzarsene per far posto al nuovo aeroporto. 

Alta tensione alle elezioni amministrative in Turchia


Domenica 31 Marzo 2019 si sono svolte, in una Turchia fortemente militarizzata, le elezioni amministrative: I risultati degli spogli confermano una perdita di consenso del premaier Tayip Erdogan, che dura ormai dal 2013, a favore delle forze di opposizione. L’AKP si conferma prima forza del paese e la coalizione con il partito nazionalista e xenofobo MHP riscuote la maggioranza dei voti perdendo però importanti città quali Ankara, Smirne, Antalya, Adana e Mersin oltre a molti territori del sud-est a maggioranza kurda che saranno amministrati dalla coalizione di sinistra kurda e turca del Partito Democratico dei popoli (HDP) e del centrosinistra CHP. Non sono mancate situazioni di dubbia regolarità, il voto si è svolto in seggi presidiati da militari e forze speciali, migliaia di militari sono invece stati spostati per poter votare in circoscrizioni dove il consenso dell’AKP risultava particolarmente basso. Ne parliamo con due compagn* attualmente in Turchia che hanno assistito al voto quali osservatori internazionali.