Lettera aperta di un operaio dell’indotto Pignone

All’attenzione del Governatore Enrico Rossi
All’attenzione del Consiglio Regionale tutto
All’attenzione del Sindaco Nardella
All’attenzione del Consiglio Comunale tutto
All’attenzione di tutte le organizzazioni sindacali
All’attenzione degli organi di stampa
All’attenzione della cittadinanza tutta

Lettera aperta

FATTO IL DECRETO, TROVATO L’INGANNO?

Il codice Ateco del Pignone è 28.29.2.
Risulterebbe escluso dalle cosiddette attività “essenziali”.
In questi giorni d’incertezza si sta spargendo ulteriore disorientamento tra i lavoratori: all’interno del Pignone i vari caporeparto e dirigenti stanno affermando con certezza che il Pignone rimarrà aperto.
Se ciò dovesse avvenire, grazie alla lettere d dell’art. 1 dell’ultimo DPCM, con il Pignone dovrebbero rimanere aperte tutte le aziende della sua filiera, indipendentemente dal loro codice Ateco.
Non a caso, già da ora, il Pignone sta inviando comunicazioni a tutte le aziende dell’indotto affinché queste rimangano aperte.
Stiamo parlando di decine di migliaia di operai tra Firenze e il resto della Regione.
Ciò ipotecherebbe seriamente la possibilità di limitare il contagio all’interno della nostra Regione per le esigenze produttive e di profitto di un singolo consiglio d’amministrazione.
Non possiamo e non potete permettere che ciò avvenga: decine di migliaia di operai a lavoro rappresentano un potenziale infettivo elevato all’ennesima potenza.

Le istituzioni locali e regionali devono verificare che non esistano abusi e scappatoie.
Nel caso alcune delle lavorazioni del Pignone siano realmente “essenziali” queste non potrebbero comunque consentire che tutte le lavorazioni e tutta la produzione rimanga inalterata.
Anche all’interno della medesima azienda, nel caso questa abbia dimensioni così grandi e comprenda un indotto di tali dimensioni, è necessario ed opportuno che vengano ridotte al minimo le attività consentite.

Il servizio “essenziale” dovrebbero esserlo per natura e senso comune: un servizio realmente vitale per la collettività, e non un grimaldello dietro al quale coprirsi per mascherare la sete di profitto che a quel punto scavalcare il bene comune più prezioso che abbiamo, la salute pubblica e collettiva.

Fiducioso che leggerete queste poche righe e che applicherete le giuste misure, e che siate rigorosi almeno quanto lo siete nei parchi pubblici, spero che questa bomba ad orologeria venga disinnescata e ogni velleità di apertura riposta nel cassetto.

Mi rivolgo a voi perché mai come oggi ogni territorio vive, all’interno della medesima emergenza sanitaria, una specificità che le istituzioni locali devono interpretare: partendo dalle linee guida dei decreti governativi devono saperli adattare alla peculiarità della propria comunità di riferimento.

Stare a casa è un dovere. Ce lo chiedono medici ed infermiere.
Stara a casa a questo punto diventa anche un diritto che gli operai stanno gridando a gran voce e che spero ascolterete.

Un operaio dell’indotto Pignone

+++ Wombat Reload +++

I tempi cambiano velocemente e quello che fino a ieri ci sembrava routine adesso ci manca da morire; le mura di casa ci stanno strette e lo scenario intorno a noi ci riporta a visioni apocalittiche che solo nei film avevamo visto. Ma non c’è niente da fare, siamo costretti a cambiare le nostre abitudini, e questo è difficile.

L’etere però continua a viaggiare indisturbato come prima (forse anche meglio) per portare voci, suoni, sorrisi e riflessioni nelle case delle persone. Certo è che dietro quelle voci c’è qualcun* che sta attraversando le vostre stesse difficoltà, costrett* come voi a cambiare ritmi e prospettive.

Detto fatto: il wombato fiorentino ha già in mente un palinsesto “eccezionale” che entrerà in vigore già dai prossimi giorni. Palinsesto che sarà pronto ad accogliere le voci ed i contributi di tutte quelle persone che anche da recluse in casa hanno qualcosa di interessante da dire, di quegli spazi che sono rimasti vuoti e silenziosi., di quegli strumenti che rimarrebbero silenziosi e di tutto ciò che ci sembrerà adeguato e d’aiuto. L’impegno messo fino a ieri nelle lotte e nei desideri non può fermarsi davanti a un decreto, deve cambiare forma, mezzo, strumento.

Dunque il consiglio potrebbe essere: state in casa E ASCOLTATE RADIO WOMBAT

Ci sentiamo nell’etere

Stay tuned