Antagonismi & Cyber Security – speciale sul rapporto 2020 dei Sevizi di sicurezza dello Stato

Andiamo ad analizzare cosa contiene il rapporto 2020 sulla sicurezza nazionale presentato al Parlamento in tema di Antagonismi e Cyber Sicurezza.
Uno sguardo sullo sguardo del nemico.

Rapporto Servizi
Rapporto Clusit

Lettera aperta di un operaio dell’indotto Pignone

All’attenzione del Governatore Enrico Rossi
All’attenzione del Consiglio Regionale tutto
All’attenzione del Sindaco Nardella
All’attenzione del Consiglio Comunale tutto
All’attenzione di tutte le organizzazioni sindacali
All’attenzione degli organi di stampa
All’attenzione della cittadinanza tutta

Lettera aperta

FATTO IL DECRETO, TROVATO L’INGANNO?

Il codice Ateco del Pignone è 28.29.2.
Risulterebbe escluso dalle cosiddette attività “essenziali”.
In questi giorni d’incertezza si sta spargendo ulteriore disorientamento tra i lavoratori: all’interno del Pignone i vari caporeparto e dirigenti stanno affermando con certezza che il Pignone rimarrà aperto.
Se ciò dovesse avvenire, grazie alla lettere d dell’art. 1 dell’ultimo DPCM, con il Pignone dovrebbero rimanere aperte tutte le aziende della sua filiera, indipendentemente dal loro codice Ateco.
Non a caso, già da ora, il Pignone sta inviando comunicazioni a tutte le aziende dell’indotto affinché queste rimangano aperte.
Stiamo parlando di decine di migliaia di operai tra Firenze e il resto della Regione.
Ciò ipotecherebbe seriamente la possibilità di limitare il contagio all’interno della nostra Regione per le esigenze produttive e di profitto di un singolo consiglio d’amministrazione.
Non possiamo e non potete permettere che ciò avvenga: decine di migliaia di operai a lavoro rappresentano un potenziale infettivo elevato all’ennesima potenza.

Le istituzioni locali e regionali devono verificare che non esistano abusi e scappatoie.
Nel caso alcune delle lavorazioni del Pignone siano realmente “essenziali” queste non potrebbero comunque consentire che tutte le lavorazioni e tutta la produzione rimanga inalterata.
Anche all’interno della medesima azienda, nel caso questa abbia dimensioni così grandi e comprenda un indotto di tali dimensioni, è necessario ed opportuno che vengano ridotte al minimo le attività consentite.

Il servizio “essenziale” dovrebbero esserlo per natura e senso comune: un servizio realmente vitale per la collettività, e non un grimaldello dietro al quale coprirsi per mascherare la sete di profitto che a quel punto scavalcare il bene comune più prezioso che abbiamo, la salute pubblica e collettiva.

Fiducioso che leggerete queste poche righe e che applicherete le giuste misure, e che siate rigorosi almeno quanto lo siete nei parchi pubblici, spero che questa bomba ad orologeria venga disinnescata e ogni velleità di apertura riposta nel cassetto.

Mi rivolgo a voi perché mai come oggi ogni territorio vive, all’interno della medesima emergenza sanitaria, una specificità che le istituzioni locali devono interpretare: partendo dalle linee guida dei decreti governativi devono saperli adattare alla peculiarità della propria comunità di riferimento.

Stare a casa è un dovere. Ce lo chiedono medici ed infermiere.
Stara a casa a questo punto diventa anche un diritto che gli operai stanno gridando a gran voce e che spero ascolterete.

Un operaio dell’indotto Pignone

La politica fiorentina al tempo del coronavirus

Lo stato d’emergenza giustifica ordinanze e provvedimenti che, nonostante le dubbie motivazioni, limitano fortemente la libertà di movimento e di espressione. Questo succede tanto nelle strade e nelle piazzi quanto nei luoghi dove queste decisioni vengono prese, azzerando il dibattito politico e la possibilità di un ragionamento critico. Ne parliamo con Dmitrij Palagi, cosigliere comunale d”opposizione, che mette in luce una situazione dal profilo a dir poco preoccupante.

 

La radio al tempo del colera, diretta lunedì 16 marzo 2020

La radio al tempo del colera, diretta speciale di lunedì 16 Marzo 2020.

Temi trattati:

Lavoro e sanità: Intervista a una lavoratrice fiorentina.

Intervista ad un lavoratore del San Raffaele di Milano.

Intervista a Gavino Maciocco, esperto di prevenzione e salute pubblica.

Intervista ad un rider di Deliverance Project.

Le parole di due italiani residenti in Scozia.

Sorveglianza speciale:

Le parole di Paolo Pachino, ex combattente internazionalista in Kurdistan.

Le parole dell’avvocato Mirco Mazzali.

Diretta speciale sabato 14 Marzo 2020

La radio al tempo del colera, diretta speciale (audio completo).

L’intervento di R/Esistenze Firenze:

L’intervento dell’occupazione Via del Leone, San Frediano, Firenze:

Fonti:

– https://ilmanifesto.it/lo-stato-deccezione-provocato-da-unemergenza-immotivata/

– https://jacobinitalia.it/lemergenza-per-decreto/?fbclid=IwAR1tZTOmRV6H_nzCHD8XAoYWOYJjdbBapRgt5pDkSrZCvbFKNAmCBtDrmOo

– https://www.romolocapuano.com/sociologia-del-coronavirus/

– Il metodo cinese, articolo, Internazionale 1348, pag 24-26

– La privacy o la vita, articolo, Internazionale 1349, pag 26-27

La radio al tempo del colera Speciale Carceri

La cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso (già colmo da un pezzo!). Stiamo parlando della situazione dei detenuti nelle galere italiane che, sovraffollate e malsane, esplodono per la rabbia delle persone che li dentro ci abitano. Persone che si vedono private dei pochissimi diritti che ancora mantenevano a causa delle “misure di contenimento” che suonano ridicole se pensiamo al sovraffollamento e alle precarie condizioni igieniche che associazioni ed attivisti denunciano da decenni  È colpa del coronavirus? Solo di quello? Ci sono soluzioni?

L’assembleadi (R)esistenze si pone questi quesiti e approfondisce il tema intervistando Franco Corleone, ex garante dei detenuti in Toscana.

Sofia Ciuffoletti di Altro Diritto e garante dei detenuti del carcere di San Gimignano.

Giuseppe Caputo, ricercatore di Altro Diritto.

Nuova occupazione abitativa a Careggi

Non si ferma l’emergenza abitativa a Firenze e con essa non si fermano le occupazioni!

Era il 20 Gennaio quando una ventina di persone sono entrate in “Casa Gabriella”, colonica di proprietà dell’INAIL sita in via Incontri 2 proprio dietro il CTO, in cerca di un riparo dal freddo inverno fiorentino. Lo stabile era vuoto ed inutilizzato da circa due anni, dal giorno dello sfratto degli inquilini precedenti che per questo immobile sognavano tutt’altro futuro rispetto all’abbandono che le istituzioni hanno creato.

La colonica doveva essere infatti dedicata alla cura e all’accoglienza delle persone midollolese di modo che, passata la fase acuta, potessero ricevere le terapie necessarie nell’adiacente palestra dell’unità spinale senza dover pernottare nel reparto. Almeno questo si erano immaginate le associazioni che animavano questo luogo: ADINA (Associazione per i diritti delle persone disabili), Medicina Democratica e l’Associazione Toscana Paraplegici, così come la defunta Gabriella Bertini ed il marito Giuseppe Banchi che ad oggi solidarizzano con gli e le occupanti nella speranza di vedere il posto rivivere una seconda giovinezza.

L’immobile versa in condizioni non ottime ed è freddo e vuoto, vi è estrema necessità di materassi, reti, stufe, coperte ed indumenti caldi per permettere alle persone di affrontare le prossime settimane in condizioni dignitose. Si tratta di circa 20 persone tra cui italiani, romeni e nordafricani già sgomberati da altri stabili, vittime dell’emergenza abitativa, dell’incapacità e della mancanza di volontà delle istituzioni nel trovare una soluzione definitiva alla questione in una città che cerca di nascondere i problemi abitativi di fronte ad un mercato immobiliare che ogni anno alza i canoni di affitto e gonfia le tasche dei palazzinari.

LA CASA È UN DIRITTO, CASA PER TUTT* SUBITO!

Le parole del Movimento lotta per la casa Firenze:

Le parole di Anna Nocentini, presidente di Adina:

 

 

Firenze, via Baracca 48, sgomberato l’ennesimo stabile.

Basta sgomberi a Firenze.

Erano circa le 9 di stamani quando le forze dell’ordine hanno isolato via Baracca bloccando tutti gli accessi laterali. Nel mirino vi erano due occupazioni: lo stabile al numero 48 abitato da circa 12 nuclei familiari e lo spazio IAM dove vive da circa due anni una comunità di 50 persone, già sgomberati dalle occupazioni in via Luca Giordano il 12 Luglio 2017 e da via Spaventa nel novembre dello stesso anno, oltre che la palestra popolare autogestita Gogo Rigacci. Il civico 48 è stato svuotato dagli abitanti senza uso di violenza fisica ma con un ingente spiegamento di mezzi mentre davanti allo spazio IAM si è velocemente ritrovato un compatto presidio di militanti che ha scoraggiato l’azione delle guardie. Ancora una volta vediamo un’amministrazione che, al servizio di investitori palazzinari, mette in atto politiche di supporto temporanee di fronte ad una crisi abitativa sempre più grave, in una città svenduta al turismo di massa dove solo nell’ultimo anno il prezzo di un’affitto è aumentato del 15%, in linea con gli aumenti degli anni precedenti.

In risposta a tali azione si è svolta un’assemblea pubblica in strada per dire ancora una volta NO AGLI SGOMBERI, LA CASA È UN DIRITTO. Sono intervenuti gli occupanti dello stabile, IAM, CUA, CAS, Potere al Popolo, i militanti della palestra e militanti del movimento fiorentino.