Intervista RUF Riders Firenze del 17 maggio 2019

Intervista ad un compagno del RUF riders Firenze riguardo alla denuncia delle minacce da parte del menager aziendale di Uber Eats di Firenze, ai danni di un fattorino nordafricano. Ci facciamo raccontare cosa è successo e come si sono mossi per rispondere.

Fuck razzismo e sfruttamento

A seguito ripubblichiamo il comunicato  stampa integrale:

Fattorino nordafricano di Uber Eats minacciato di essere denunciato e disprezzato con frasi razziste da parte del manager aziendale di Firenze

Il RUF (Riders Union Firenze) denuncia un caso-emblema di questa nuova forma di caporalato digitale. Un fattorino tunisino è stato prima minacciato di essere denunciato e poi etichettato con epiteti razzisti dal manager fiorentino di Uber Eats. L’accusa iniziale era rappresentata dalla non restituzione dello zaino, dopo un esiguo periodo di inattività, nonostante il contratto di lavoro non sembrerebbe prevederne la restituzione. La conversazione privata tra i due è continuata con minacce e insulti come “D. […] andrà alla stazione della Polizia di Stato a presentare denuncia nei tuoi confronti per furto dello zaino” o “mi spiace che tu venga da un paese sottosviluppato”.

A partire da Gennaio 2019 si è insediata, nel mercato del food delivery fiorentino, una multinazionale già presente in altre città italiane ed europee. Uber Eats ha instaurato il servizio di consegna-cibo a domicilio inglobando nella flotta riders una preponderanza numerica di immigrati, molti dei quali risulterebbero privi di permesso di soggiorno. Conseguentemente al loro status di irregolarità, essi risultano più facilmente ricattabili e disprezzabili, oltre che più sottopagati rispetto ai riders italiani delle altre aziende.

Il lavoro del ciclofattorino (più comunemente “rider”) risulta essere terreno fertile per una nuova modalità di sfruttamento, celata dietro la computerizzazione. La natura dei contratti di queste multinazionali, che per le aziende non hanno un costo effettivo, fa sì che sempre più persone in difficoltà inizino a lavorare per raccogliere qualche spicciolo. Lavoro che è tutt’altro garantito sia dal punto di vista del salario che delle tutele (assicurazione, malattia, disoccupazione, maternità, paternità, tfr). Nonostante il governo Conte, nella figura del vice-premier e ministro del lavoro Di Maio, abbia più volte strumentalizzato il caso rider per farsi propaganda elettorale, non esiste ancora un contratto nazionale. Chiediamo con vigore che venga applicato a tutti i fattorini il 5o livello del contratto nazionale della logistica e che il Ministero del lavoro assicuri tutele e garanzie ai riders.

Il RUF crede fortemente nei valori dell’antirazzismo e sostiene sia fondamentale restituire uguaglianza e parità ai fattorini di ogni nazionalità. Crediamo necessario che ogni forma di razzismo debba essere denunciata e condannata, consapevoli dell’inefficacia della classe politica attuale che continua a promettere diritti ma li svende alle aziende. Ci troviamo tutti i giovedì alle 22,30 nello Spazio Inkiostro, in Via degli Alfani 49 per discutere delle tematiche inerenti al lavoro. Le aziende non ci concedono né un punto di ritrovo, né una sede, né il diritto d’assemblea. Noi, invece, riteniamo sia necessario creare uno spazio di idee per affrontare i retaggi angusti a cui le aziende ci costringono.